Dannazione eterna e redenzione: la fiamma che non si spegne mai

Dannazione eterna

La dannazione e redenzione attraverso la fiamma che non si spegne mai di Jack O’Lantern.

Quella di Stingy Jack, che poi è diventato Jack O’Lantern, l’astuto fabbro irlandese che ingannò il Diavolo, non è soltanto una fiaba da raccontare ad Halloween. È una parabola oscura e tuttavia molto potente sul destino e la responsabilità delle nostre scelte. Quando ci comportiamo male, feriamo le persone, facciamo tanti errori… possiamo riparare? Possiamo sistemare le cose? Possiamo redimerci dopo essere stati furfanti?

Chi è davvero Jack

Di sicuro si tratta di un personaggio ambivalente. Non é un eroe, ma non è nemmeno del tutto cattivo. Possiamo definirlo un uomo furbo, opportunista, che gioca con il Diavolo e ne esce, all’apparenza, vincitore. Eppure la sua è una vittoria vuota. Rifiutato dal Cielo per la vita peccaminosa che ha condotto, e dall’Inferno per aver imbrogliato il Diavolo in persona, Jack è condannato a vagare per sempre, con una fiamma che non lo scalda e una lanterna che non lo guida.

Difatti è sa sempre rappresentato come un’anima errante. Non dannata nel senso classico, ma nemmeno libera.

Dannazione intesa come solitudine

In genere quando pensiamo alla dannazione ci vengono in mente le fiamme dell’inferno e tutto ciò che possiamo immaginare ci sia laggiù. La dannazione  di Jack non è affatto fatta di fiamme e tormenti infernali, ma piuttosto di solitudine. Provate a pensare a come ci si potrebbe sentire sapendo di essere destinati a vagare per sempre da soli senza nessuno con cui interagire? Con niente da fare, nessuno con cui parlare.

Jack lo sa. Sa che ciò che l’aspetta è l’isolamento più totale accompagnato dalla consapevolezza di aver perso tutto, per sempre. Sì, perché lui non ha un luogo a cui tornare, né un senso da seguire. Non ci sono persone che lo cercano, che sentono la sua mancanza. La sua unica compagnia è dapprima la rapa illuminata e poi la zucca.

Inferno e paradiso Jack O'Lantern

C’è la redenzione?

No, Jack non si pente davvero. Non lo farà mai. Di solito in fiabe e leggende si assist a una trasformazione nel personaggio che porta al lieto fine, in questa invece no. Stingy Jack resta se stesso fino alla fine e oltre. Non cambierà mai le sue idee, non indietreggerà di un passo, quindi non ci sono né riscatto, né redenzione.

Ultimamente, però, da quando Jack O’Lantern è diventato simbolo di Halloween e delle storie raccontate ai bambini, la lanterna è diventata un po’ simbolo di speranza, una piccola luce che indica la via a chi ha perso la strada. E chissà che non fosse quello il senso fin dall’inizio.

Il potere delle scelte

Jack ci ricorda che ogni scelta porta a delle conseguenze, buone o cattive che siano e che la furbizia non sempre salva, così come la redenzione ha un prezzo: il riconoscere del proprio errore e in qualche modo porvi rimedio. Nessuno è solo luce, o tenebra, talvolta nel bel mezzo della dannazione si può essere la guida di qualcun altro.

In conclusione

Jack è condannato o è cammino verso qualcosa che ancora non sa? La sua lanterna forse non illumina solo la strada: forse cerca ancora la via per tornare indietro. Indietro a cosa? Questo solo lui può saperlo, ma se ti piacciono le storie su questo incredibile personaggio puoi leggere il romantasy La figlia di Jack, un amore di fantasma, in cui l’autrice racconta una storia alternativa proprio su Jack.

Tu cosa ne pensi? La dannazione è definitiva o credi che ognuno possa trovare la sua redenzione, prima o poi?

commenti Jack O'Lantern

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