
Chi è Jack O’Lantern davvero? Era un furfante? O è stato un eroe? O soltanto una vittima degli eventi? Conosci la sua storia?
Ogni Halloween, il volto ghignante di Jack O’Lantern, intagliato nella zucca, illumina milioni di case in tutto il mondo. Ma chi era davvero questo personaggio? La leggenda ci racconta la storia di un uomo astuto e sventurato che lo rende uno dei personaggi più affascinanti e allo stesso tempo controversi del mondo di Halloween. È stato un semplice furfante oppure un eroe o semplicemente una vittima degli eventi e delle circostanze?
La leggenda di Stingy Jack
La storia di Jack O’Lantern nasce in Irlanda, dove veniva chiamato Stingy Jack (Jack l’Avaro). Era un fabbro noto per la sua astuzia e i suoi imbrogli, amante dell’alcool. Il suo carattere ambiguo è al centro della leggenda, che lo descrive come un personaggio negativo, un truffatore che non esita a ingannare persino il diavolo.
La leggenda narra che Jack abbia invitato il diavolo a bere, ma non volendo pagare la sua parte, lo convinse a trasformarsi in una moneta. Una volta che questi si trasformò, Jack lo mise in tasca accanto a una croce d’argento, intrappolandolo. Lo liberò solo dopo aver ottenuto la promessa che il diavolo non sarebbe mai andato a reclamare la sua anima.
In un’altra occasione Jack convinse il diavolo a salire su un albero per raccogliere un frutto. Una volta che fu sull’albero, Jack incise una croce sul tronco, impedendogli di scendere. In quest’occasione Jack ottenne una nuova promessa: il diavolo non lo avrebbe mai disturbato per i successivi dieci anni.
Già così la storia regge un po’ poco: se era riuscito ad ottenere che il diavolo non andasse mai a prendere la sua anima, perché questa seconda promessa?
La sventura
Ad ogni modo arriva per tutti il tempo di morire e così anche per Jack morì. A quel punto la leggenda narra che si presentò alle porte del paradiso dove San Pietro lo respinse, dicendogli che una persona così avida e ingannevole non poteva entrare nel Regno dei Cieli.
A quel punto si rivolse al diavolo sperando che lo accogliesse. Però il diavolo gli aveva promesso di non reclamare la sua anima e glielo ricordò, cacciandolo. Jack fu condannato a errare per l’eternità nel limbo, come un’anima solitaria e perduta.
Il diavolo, in un ultimo gesto, forse di scherno o forse di pietà, gli diede un pezzo di carbone ardente, un piccolo tizzone preso dalle fiamme dell’inferno, con cui avrebbe potuto illuminarsi il cammino. Jack mise il tizzone in una rapa intagliata, per creare una sorta di lanterna, e con quella iniziò il suo eterno vagare, destinato a non trovare mai pace.
L’evoluzione del simbolo
La rapa si trasformò in zucca quando la leggenda di Jack O’Lantern sbarcò in America insieme agli immigrati irlandesi. Negli Stati Uniti le zucche erano molto più comuni e facili da ritrovare e intagliare rispetto alle rape. La zucca divenne il nuovo “tizzone” di Jack e la sua figura si trasformò da simbolo di maledizione a icona benevola e divertente di Halloween. Oggi Jack O’Lantern è un simbolo che ha perso la sua connotazione negativa, diventando un’icona di festa, di divertimento e un modo per onorare il folklore.
Che tu lo consideri un furfante che ha ottenuto soltanto che meritava, la vittima di una maledizione eterna o un simbolo giocoso di Halloween, non c’è dubbio che la storia di Jack sia una delle più affascinanti della tradizione di Halloween. La sua figura ci ricorda che ogni moneta ha due facce, e che un’anima perduta può diventare, col tempo, l’icona di una delle feste più amate al mondo.
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